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Capotreno ucciso: la sicurezza che non arriva (e non arriverà mai): una piccola lezione per voi che ci avete creduto ancora

Albert Einstein portrait, famous physicist

Caro, carissimo elettore di destra. Siediti un attimo, prendi un respiro profondo. Lo so, sei arrabbiato. Sei scosso. La tragedia del capotreno ucciso mentre faceva semplicemente il suo dovere ha toccato tutti, ed è giusto che tu ti senta ferito. Ma vedo che sei anche confuso, e forse è il caso che qualcuno ti spieghi, con calma e pazienza, quello che sta succedendo davvero sotto al tuo naso, mentre tu continui a guardare il dito invece della luna.

Ti ricordi le promesse? Quelle belle frasi roboanti urlate dai palchi? “Tolleranza zero”, “La pacchia è finita”, “Blocchi navali”, “Città sicure”. Le hai votate tutte, con quella speranza quasi infantile che bastasse mettere una X sul simbolo giusto per vedere sparire il crimine come per magia. E ora?

Il grande silenzio (e la totale immobilità)

Ora c’è un uomo morto (condoglianze ai famigliari). E cosa fa il tuo governo, quello del “pugno di ferro”? Assolutamente nulla.

Hai notato interventi strutturali? Hai visto riforme reali del sistema di controllo sui treni? Hai visto un aumento tangibile delle risorse per le forze dell’ordine, al di là delle solite briciole lanciate per fare un titolo di giornale? No. Non c’è niente. C’è il silenzio operativo mascherato da cordoglio social. C’è il tweet indignato di circostanza, la solita frase fatta, e poi tutto torna come prima.

Non ti senti un po’… preso in giro? Possibile che tu non ti chieda come mai, con i “tuoi” al comando, la situazione sembri identica, se non peggiore, a prima?

Sveliamo il trucco (apri bene le orecchie)

Vedi, tesoro mio, te lo devo spiegare come si fa con i bambini che credono ancora che il prestigiatore faccia magie vere: il tuo sentimento di insicurezza è il prodotto più prezioso che la destra possiede.

Riflettici un secondo, prova a fare questo sforzo. Se domani mattina il governo risolvesse davvero il problema della sicurezza, se le stazioni diventassero dei giardini fioriti e tranquilli, se la criminalità crollasse a zero… tu, la prossima volta, per chi voteresti? Se non avessi più paura, smetteresti di cercare l’uomo (o la donna) forte al comando. Smetteresti di chiedere protezione. Smetteresti di votare loro.

La destra non ha alcun interesse a risolvere l’emergenza sicurezza. Al contrario, ha un disperato bisogno che tu rimanga spaventato. Ha bisogno che tu ti senta assediato ogni volta che sali su un treno o cammini per strada. Perché? Perché la paura è il collante del loro consenso.

Ogni episodio di cronaca nera è benzina per il loro motore elettorale. Loro non vogliono spegnere l’incendio; loro vogliono venderti l’estintore, ma l’incendio devono lasciarlo bruciare, altrimenti l’estintore non lo compri più. È un calcolo cinico, lo so, e mi dispiace dovertelo dire così brutalmente, ma è ora che tu diventi grande e capisca come funziona il mondo dei grandi.

È ora di svegliarsi

Quindi, smettila di aspettare che arrivi il salvatore a mettere ordine. Non arriverà. Non è incapacità (o almeno, non solo), è strategia. Ti tengono in uno stato di ansia perenne per assicurarsi che tu continui a mettere quella X nello stesso posto, sperando in un risultato diverso che non arriverà mai. Si chiama manipolazione, e ci sei cascato con tutte le scarpe.

Ma non è colpa tua, davvero. È che nessuno ti ha mai insegnato a guardare oltre lo slogan. Però adesso basta fare i capricci e credere alle favole. È il momento di iniziare a ragionare con la propria testa, di capire le dinamiche reali della politica e di smettere di farsi usare come carne da cannone elettorale.

Se sei stanco di farti prendere in giro e vuoi iniziare a capire davvero i meccanismi che muovono la società (e smettere di farti trattare come un bambino spaventato), forse è il caso che tu faccia un passo avanti.

Smetti di reagire di pancia. Inizia a usare il cervello.

Magari è la volta buona che impari qualcosa


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